domenica 10 maggio 2015

LA FESTA DELLA MAMMA - LA MIA MAMMA

Ciao ragazze!

Festa della mamma...come iniziare quest'articolo? 
Per me non è facile, la mamma io non ce l'ho più. 
Ho voluto scrivere ugualmente perché da una parte sono felice per chi ce l'ha, dall'altra forse potrà aiutarmi in questo giorno. 
'Questo giorno'...beh veramente per me tutti i giorni sono uguali. 
La mamma mi manca in modo uguale ogni giorno, e ogni giorno penso a lei, a ciò che è stato, ciò che ho perso. 







Non ho idee da dare, regali da suggerire, posso solo dire che la cosa più meravigliosa da fare è apprezzarla e DIRGLIELO. 
Inoltre, ognuna di noi conosce la propria mamma, per me è abbastanza inutile che sia io a dare idee per questa giornata. Perciò, che ne dite se vi parlo un pochino della mia mamma?

Maria, questo il suo nome, era una donna bellissima. 
Un viso che pareva scolpito: occhi molto grandi, all'insù, con lunghissime ciglia. 
Quando ti guardava, quegli occhi ti inglobavano, ti risucchiavano, ti ammaliavano! Bastava un po' di mascara e diventavano ancora più enormi e rimanevi senza fiato davanti allo sfarfallio di quelle ciglia lunghissime. 
Nasino piccolino, perfetto in qualunque angolazione.
Labbra carnose, disegnate in modo incredibilmente bello e femminile, con i bordi in rilievo, anche queste la perfezione. Era quasi il rossetto ad acquisire bellezza, non viceversa. 
Sopracciglia ad ala di gabbiano, fiere, importanti, scure, su un viso chiaro. 
Un sorriso apertissimo, sempre pronto. Un entusiasmo immenso per la vita!
Un viso forte e dolce, insieme.
Ho ancora vivido il ricordo di lei, davanti allo specchio, mentre usa quei pochi prodotti per il makeup in suo possesso: un mascara, un rossetto, una matita, un ombretto chiaro e uno scuro. 
Finiva in 4-5 minuti ed era splendida. Mi incantava e la sua bellezza per me era irraggiungibile. Glielo dicevo, lei scrollava le spalle, sorrideva e.. 'Ma amore...che dici?'
Invece era una meraviglia. 
Immancabile il profumo. Sapeva sempre di buono! 
Capelli corti, pratici, perché 'ho troppo da fare per pensare ai capelli'. Mamma: sempre impegnata, sempre in fermento. Quei capelli erano una cornice bellissima, neri, li acconciava in modo che piccoli sbuffi le accarezzassero morbidamente il viso. Li riavviava con gesti veloci, vedo ancora le sue mani. 
Un corpo molto abbondante, che la faceva soffrire parecchio. 
Un cuore enorme, con un incontenibile desiderio di aiutare tutti, a discapito del riposo, della propria serenità, della pace interiore.  Una donna generosa. 

Amava ridere! Quanto rideva! Rideva per qualunque cosa: una battuta fuori luogo, uno sguardo, una barzelletta spifferata di nascosto, un film, per piccolezze.
Le sue risate hanno continuato ad echeggiare per molto tempo nelle mie orecchie... E il ricordo di esse mi accompagna sempre! Le sue facce buffe sono stampate in molte foto e mi rimandano alle sue 'marachelle' di adulta col cuore da bimba. 

Piangeva anche molto. Per un ricordo, una frase che pensava di non meritare, un'ingiustizia ai danni degli indifesi, un aforisma che la toccava, un traguardo raggiunto dalla sua piccola bambina. 
La sua bambina! Oh, la sua luce, un essere fortemente voluto, protetto all'esagerazione, difeso con ogni forza che aveva in corpo!
Era sensibilissima la mamma, un essere capace di entrare in comunicazione istantanea con la donna dietro di lei in fila alla posta, molte sue amicizie nascevano così. Attraeva in modo irresistibile. 

Accarezzava tanto: i bambini, la mia guancia, i miei capelli, un'amica bisognosa di affetto, un animale, un anziano volto rugoso, una mano sofferente, un cuore stretto, i miei vestiti stirati e puliti, mio padre. Accarezzava per proteggere, custodire, blandire, amare. 

La sua voce sapeva essere acuta ma anche estremamente dolce, carezzevole, sapeva cullare ed avvolgere, e tu ti perdevi e ti sentivi al sicuro. Era come un focolare, un maglione caldo, una mano posata sulla testa. La stessa mano fresca che sentivi sulla fronte bollente a notte fonda. Lei, l'unica sveglia in tutta la casa, si preoccupava per la tua febbre. E ti sussurrava: 'Dormi piccola, la mamma è con te'. 

Abbracciava moltissimo, stritolava quasi e tu eri così sicura del suo amore! Quanti pochi abbracci le ho dato... tornassi indietro non farei mai più quest'errore! Mai. 
Dava ciò che aveva estremo bisogno di ricevere, e io l'ho capito tardi. Troppe cose ho capito tardi.

Sgridava poco. Credeva più nella forza delle lodi, sapeva tirare fuori il meglio dalle persone, sapeva far ragionare, senza isterismi. La sua capacità di ristoro era enorme... Riusciva a farti vedere i tuoi lati buoni e su quelli faceva leva, affinché tu ti rialzassi per combattere.
Eppure, ciò che verso gli altri le riusciva facilissimo, non lo poteva su se stessa. Era forte per gli altri e fragile per se stessa.

Era delicatissima: entrava in punta di piedi nella tua vita, non apriva il diario di nascosto, non faceva pesare i suoi dolori, di nessun tipo, ti svegliava la mattina con la musica bassissima in sottofondo 'così ti svegli bene amore'. Si imbarazzava quasi a chiedere spiegazioni, anche quando ne aveva il diritto. Se proprio doveva farti notare qualcosa di spiacevole era lei che ne soffriva di più. 

Adorava cucinare, perché preparare per tutti era un gesto amorevole, una coccola che elargiva a piene mani, così come le sue porzioni sovrabbondanti. Si accollava la preparazione di feste e avvenimenti speciali, si alzava all'alba e aveva sempre il sorriso sulle labbra, nonostante la stanchezza. Riusciva a far sentire chiunque  desiderato, ben voluto, apprezzato. Era la mamma di tutti i ragazzi che seguiva per lavoro, li curava anche attraverso 'il té bollente e ben zuccherato per i miei ragazzi, ne hanno bisogno per affrontare il freddo'. 

La mamma aveva anche difetti, ma oggi non li ricordo più. 

Passeggiavamo mano nella mano, ci scappava da ridere per le stesse cose, anche se eravamo distanti e comunicavamo a gesti.
Insieme abbiamo spostato mobili alle 2 del mattino. Ci siamo ritrovate di notte a sbafarci dolci e ridacchiare facendo scherzi alla nonna e al papà. 
Mi rubava il profumo e io le rubavo le scarpe col tacco.
Vivevo nella sua ombra e lei viveva per me. 
Pensavamo le stesse cose, nello stesso istante. Guardavamo film insieme come due adolescenti, facevamo foto buffissime e scherzi inenarrabili. 
Mi pizzicava il sedere di nascosto per farmi arrossire davanti a tutti e guarirmi dalla timidezza e io mi vendicavo facendole il solletico, che soffriva terribilmente. 
Abbiamo riso, riso, riso, riso! 
Mi ha insegnato l'amore e la comprensione, specialmente per chi si mostra aggressivo, diceva che sono le persone più bisognose, quelle da curare. 'Un cuore arrabbiato è un cuore. Ed è ferito'. Queste le sue parole.  
Mi ha insegnato l'umiltà, il farsi piccoli, il lasciare spazio. Diceva che non solo i figli imparano dai genitori, ma anche i genitori hanno da imparare dai figli. 
Mi ha insegnato a rispettare gli anziani, ad ascoltare e imparare da chi sa di più, ad avere la capacità di andare oltre le parole. 
Mi ha fatto capire quanto è importante la sincerità, la verità. 

Sì è vero, la mamma aveva anche difetti, ma oggi non li ricordo più.
Mi ha lasciato un vuoto che niente, nessuno può colmare, ma solo temporaneamente e apparentemente far cadere in un oblio che culla ferocemente. 

La mamma è mancata per un cancro al seno. A 48 anni, dopo aver combattuto in una vita difficile. 
Non si è mai lamentata. Si scusava per i capelli persi, sì, lei si scusava. Rideva quando ricrescevano ricci, non li aveva mai avuti così ricci 'i miei capelli-spaghetti' diceva.    

Quando è successo io ero lì. Sole. Io, lei e suoni sempre più fievoli. Ed è accaduto. Ha smesso di respirare. Ed una parte di me è rimasta lì. 
E' ancora lì. Sono lì, con la mia testolina intrufolata tra la sua mano fredda e quel lenzuolo d'ospedale duro ed inospitale. 
Come ha detto una sua carissima cugina: 'Hai vissuto in silenzio e ti sei spenta in silenzio'. 
Sì Maria era così, un fiore che non fa rumore quando sboccia, né quando si spegne. 
Semplicemente, esiste, per rendere la tua vita più bella. 
Maria era questo: rendeva la vita di tutti più bella. 

Per questo vorrei tanto che l'unico regalo di questo e di tutti i giorni futuri, fossero poche parole alla vostra mamma, quelle che io non ho fatto in tempo a dire: 'ti adoro con tutto il cuore, mamma'! 
Vorrei che le diceste che senza quelle mani su di voi, voi non avreste la vita, che è bella e meravigliosa! 
Fatevi e fatele questo regalo!

Aprirvi il cuore è il mio regalo per voi



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